{"id":911,"date":"2025-08-22T19:26:32","date_gmt":"2025-08-22T17:26:32","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovo.circolonauticostabia.it\/?page_id=911"},"modified":"2025-12-04T19:14:00","modified_gmt":"2025-12-04T18:14:00","slug":"pasquale-gaeta-e-la-nascita-del-canottaggio-moderno","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/?page_id=911","title":{"rendered":"Pasquale Gaeta e la Nascita del Canottaggio moderno"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"911\" class=\"elementor elementor-911\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f7f599f e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"f7f599f\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b0e280b elementor-widget elementor-widget-html\" data-id=\"b0e280b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"html.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"indice-cn-stabia\">\r\n    <h1>Pasquale Gaeta<\/h1>\r\n\r\n    <p class=\"pub-details\">\r\n        La nascita del Canottaggio Moderno<br>\r\n       \r\n         <strong>INDICE<\/strong>\r\n    <\/p>\r\n\r\n    <ul>\r\n        <li><a href=\"#Premessa\"><strong>Premessa<\/strong> - Antonio Venditti<\/a><\/li>\r\n        <li><a href=\"#Riflessioni\"><strong>La Relazione al Rotary<\/strong> - Il Canottaggio Stabiese: Riflessioni<\/a><\/li>\r\n        <li><a href=\"#Epopea\"><strong>La Relazione al Rotary <\/strong>- L'epopea del due con<\/a><\/li>\r\n        \r\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2641e0b elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"2641e0b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-eff04cb e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"eff04cb\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5457f22 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"5457f22\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Premessa <\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d1567eb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d1567eb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Pasquale Gaeta, illuminato <span style=\"text-align: var(--text-align); letter-spacing: 0px;\">professore di inglese, in dodici anni (1978-1989) alla direzione del Circolo Nautico Stabia, pose le basi che hanno rivoluzionato il canottaggio campano e nazionale. Per ricordarlo, visto che anche in recenti manifestazioni si \u00e8 glissato, consapevolmente o <\/span>inconsapevolmente, sul suo ruolo determinante, ho ritenuto corretto rendere note le sue riflessioni, espresse pochi mesi prima di l<span style=\"text-align: var(--text-align); letter-spacing: 0px;\">asciarci, in una articolata e\u00a0<\/span><span style=\"text-align: var(--text-align); letter-spacing: 0px;\">documentata relazione presentata alla cerimonia del Rotary, tenutosi il 12 marzo 2010, presso l&#8217;Hotel Stabia a Castellammare di Stabia.\u00a0 In quella occasione\u00a0 venne conferito il riconoscimento di &#8220;Stabiese illustre&#8221; a lui principalmente, all&#8217;incommensurabile\u00a0 Giuseppe La Mura e al sottoscritto.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\">Oltre alle sue riflessioni, aggiornate al 2010, c&#8217;\u00e8 il vissuto in prima persona delle imprese di quegli anni gloriosi espresso con la grinta e la passione che lo distingueva. Grazie Pasquale.<\/p><p style=\"text-align: right;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><br \/>Antonio Venditti<\/strong><\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a1fd93b elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"a1fd93b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ab816f3 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"ab816f3\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-67fec9f elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"67fec9f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">La Relazione al Rotary: <span style=\"font-size: 17px;font-weight: 500;letter-spacing: normal\">IL CANOTTAGGIO STABIESE: RIFLESSIONI&nbsp;<\/span>\n\n<span id=\"#Premessa\"><\/span><\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-815cd00 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"815cd00\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #000080; text-decoration: underline;\">Riflessioni sul Canottaggio Stabiese<\/span><\/span><\/h2>\n<span id=\"Riflessioni\"><\/span>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sera parliamo di canottaggio. Perch\u00e9? E perch\u00e9 proprio ora? A mesi di distanza dai deludenti risultati dei Mondiali e degli Europei del 2009, gli appassionati di questo sport si chiedono cosa stia succedendo al canottaggio italiano. Si \u00e8 tentati di fare una critica feroce alla strategia degli organi federali, ma non siamo qui per fare polemica. L&#8217;intento \u00e8 mettere in evidenza alcuni aspetti della nostra esperienza in questo campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo far iniziare questa storia dal 1976, con l&#8217;arrivo di Giuseppe La Mura come allenatore del Circolo Nautico Stabia. Per noi era ed \u00e8 <em>o&#8217; dottore<\/em>. La sua forte personalit\u00e0 amalgama vecchi e nuovi atleti, trasformandoli in una &#8220;squadra&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castellammare \u00e8 una citt\u00e0 marinara e il naturale bacino di allenamento per il canottaggio \u00e8 il mare. Tuttavia, in mare ci si allena con le &#8220;yole da mare&#8221; e non con gli &#8220;outriggers&#8221; (fuoriscalmi). Per questo, lo Stabia sembra tagliato fuori dalle competizioni nazionali e internazionali, che si svolgono in bacini chiusi e con i fuoriscalmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna accettare passivamente questo stato di cose? La domanda che si pone La Mura \u00e8 al tempo stesso una scommessa: &#8220;Quando \u00e8 che il mare \u00e8 calmo e ci si pu\u00f2 scendere in acqua senza affondare?&#8221;. La risposta: alle cinque del mattino! Chi non conosce &#8220;o&#8217; dottore&#8221; avrebbe pensato e detto subito: &#8220;Chist&#8217; \u00e8 pazzo&#8221;. Quale atleta avrebbe accettato di fare una levataccia alle quattro e mezza del mattino per allenarsi? Ma il capo indiscusso ha parlato e la squadra esegue. Anche gli allievi, di 10-12 anni, che iniziano per gioco, man mano che respirano l&#8217;atmosfera che aleggia negli spogliatoi, chiedono ai loro allenatori: &#8220;Ma quando veniamo anche noi al mattino?&#8221;. Ecco la svolta del canottaggio stabiese: \u00e8 nata una mentalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il risvolto importante per la crescita civile e morale di questi giovani \u00e8 anche un altro. Alle cinque del mattino, la banchina Marinella pullula di pescatori che riparano le reti, addugliano le lenze, sgottano i gozzi; si preparano a una giornata dura e faticosa. Gente per lo pi\u00f9 anziana, avvezza al sacrificio, dura, di poche parole, che guarda con diffidenza questi ragazzi. Con la loro vivacit\u00e0 e allegria, i ragazzi portano un soffio di giovinezza nel loro mondo. Man mano si rendono conto che questi giovani hanno nel loro DNA la propensione al sacrificio, la voglia di emergere, di diventare qualcuno, e allora li &#8220;adottano&#8221;, li coccolano, si precipitano a salvarli quando in alto mare sono in difficolt\u00e0. Ma soprattutto spargono la voce: &#8220;I canottieri si allenano alle cinque del mattino. Sono dei &#8216;tosti'&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E piano piano la citt\u00e0 conosce questa realt\u00e0 che \u00e8 il Circolo Nautico Stabia, che ha una scuola di canottaggio &#8220;seria&#8221; che peraltro \u00e8 gratis. Il canottaggio, che era considerato lo sport dei figli di pap\u00e0, snob per antonomasia, si apre alla societ\u00e0 intera. Il canottaggio stabiese diventa lo sport di chi vuole emergere, perch\u00e9 allo Stabia ci si deve impegnare, si devono fare sacrifici se si vogliono raggiungere risultati importanti. Questa \u00e8 la mentalit\u00e0 vincente nello sport ma soprattutto nella vita.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1c54c2d e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"1c54c2d\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-60d88a1 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"60d88a1\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4aeefd9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4aeefd9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Ed eccoci al 1977. Il C.N. Stabia \u00e8 in crisi; gli atleti e i tecnici, con una lettera aperta alla citt\u00e0, denunciano il disinteresse dei dirigenti del club per lo sport, disattendendo lo statuto sociale. Il Consiglio Direttivo, con senso di responsabilit\u00e0, si dimette. Allora due uomini,<strong> due Giuseppe<\/strong>, <strong>La Mura<\/strong> e <strong>Cesarano<\/strong>, individuano nel sottoscritto, ex canottiere senza palmar\u00e8s, l&#8217;uomo che pu\u00f2 guidare lo Stabia fuori dal pantano del canottaggio italiano.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il Circo del canottaggio degli anni &#8217;70 e &#8217;80 non potr\u00e0 dimenticare la figura dell&#8217;avvocato Cesarano. Onnipresente su tutti i campi di gara, con la stazza da canottiere, la battuta pronta e la risposta mordace, era il simbolo e il portavoce dello Stabia. Purtroppo, Giuseppe Cesarano, da tutti conosciuto come &#8220;Geppino&#8221;, a soli 43 anni fu chiamato a organizzare il tifo dei &#8220;Puri di Spirito&#8221; per lo Stabia e i suoi atleti.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo Consiglio opera una svolta a trecentosessanta gradi. Tutte le energie si indirizzano, prevalentemente, a far uscire il canottaggio stabiese dalla palude della provincialit\u00e0 in cui \u00e8 relegato. Ma le risorse sono insufficienti. Mancano le attrezzature, le barche sono superate e non pi\u00f9 competitive, le trasferte per far gareggiare i nostri atleti in bacini lontani sono troppo costose per i magri bilanci del Club.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5151157 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"5151157\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-957572e elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"957572e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53-724x1024.jpeg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1041\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53-724x1024.jpeg 724w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53-212x300.jpeg 212w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53-768x1086.jpeg 768w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53-1086x1536.jpeg 1086w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53-200x283.jpeg 200w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.38.53.jpeg 1131w\" sizes=\"(max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dee2df5 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"dee2df5\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2d310af elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2d310af\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Si forma allora un &#8220;pool&#8221; che esamina i vari aspetti del problema, identifica le persone che devono impegnarsi a risolverli, stabilisce che non ci si deve fermare alle prime difficolt\u00e0 ma, con pervicacia, trovare il modo di superarle. <strong>Pasquale Gaeta, Peppe La Mura, Antonio Venditti<\/strong>, a cui si aggrega in seguito il cardiologo <strong>Vincenzo Cavallaro<\/strong>, formano una squadra che per dodici anni combatte senza sosta, senza paura e senza risparmio di energia per raggiungere quei traguardi che ai pi\u00f9 appaiono velleitari e distanti anni luce.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">I dirigenti si fanno carico di reperire le risorse e propagandare la validit\u00e0 di questo meraviglioso sport, mentre lo staff tecnico e medico si impegna a studiare nuove metodiche di allenamento, a raffinare le tecniche di voga, ad approfondire la fisiologia dei singoli atleti per metterli nelle condizioni migliori, affinch\u00e9 possano esprimere tutta la loro potenzialit\u00e0 e dimostrare sul campo le loro capacit\u00e0. Gli atleti, dal canto loro, avvolti nell&#8217;atmosfera che si respira nell&#8217;ambiente, assorbendo la filosofia che \u00e8 stata messa alla base del loro sport, seguendo l&#8217;esempio dei pi\u00f9 bravi, mostrano la loro tenacia e la voglia di primeggiare. Tutti si dimostrano fieri e orgogliosi di indossare la maglia giallo-bl\u00f9 che diventa il simbolo dell&#8217;abnegazione, del sacrificio, della voglia di vincere.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Per i successivi 15 anni gli atleti dello Stabia si collocano ai pi\u00f9 alti vertici nazionali e mondiali. I risultati complessivi sono da Guinness dei primati: 5 medaglie d&#8217;oro e due d&#8217;argento in cinque Olimpiadi; 16 medaglie d&#8217;oro in 20 Campionati mondiali tra assoluti e pesi leggeri; innumerevoli partecipazioni e vittorie in gare internazionali; oltre 60 medaglie d&#8217;oro nei Campionati italiani (Juniores, assoluti e pesi leggeri), nonch\u00e9 una infinit\u00e0 di altri successi in regate regionali e nazionali. Lo Stabia da solo ha vinto pi\u00f9 di tutta la FIC dalla sua fondazione. &#8220;Chapeau!&#8221;.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il CONI, in quegli anni, insign\u00ec lo Stabia della pi\u00f9 prestigiosa onorificenza sportiva: la <b>STELLA D&#8217;ORO<\/b>. Anche il sottoscritto fu insignito della Medaglia d&#8217;oro al merito sportivo, ma non l&#8217;ha mai ritirata. Negli ultimi 30 anni lo Stabia \u00e8 stato la spina dorsale del canottaggio italiano e ancora oggi, atleti e tecnici che si sono formati alla scuola di La Mura sono i &#8220;jolly&#8221; che portano nelle squadre nazionali la loro mentalit\u00e0 vincente.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b35dab5 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"b35dab5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e7f3e77 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"e7f3e77\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9f54390 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9f54390\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">La Relazione al Rotary: <span style=\"font-size: 17px;font-weight: 500;letter-spacing: normal\">L'EPOPEA DEL DUE CON E DI CICCIO ESPOSITO<\/span><\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bb1c5c6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"bb1c5c6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>\u00a0<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Voglio ora raccontarvi, in particolare, l&#8217;esaltante epopea del Due con di <b>Giuseppe e Carmine Abbagnale<\/b> e del loro timoniere <b>Peppiniello Di Capua<\/b>, cos\u00ec come quella di <b>Francesco &#8220;Ciccio&#8221; Esposito<\/b>, e del loro allenatore <b>Giuseppe La Mura<\/b>.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la prima volta che racconto in pubblico questa storia, gelosamente custodita nella mia memoria, e ho accettato di condividerla con voi stasera solo per le insistenze del vostro Presidente.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 scritto di tutto su questi personaggi. Decine di intervistatori e giornalisti hanno cercato di scoprire il segreto di un cos\u00ec lungo sodalizio, che si presentava senza apparenti incrinature o cedimenti. \u00c8 stata anche realizzata una &#8220;fiction TV&#8221; di successo su questo fenomeno. Cercher\u00f2 di analizzare le loro imprese rivelando la psicologia e le motivazioni profonde che ne stavano alla base. L&#8217;amore reciproco, per niente idilliaco, si presentava come un coacervo di sentimenti complessi che negli anni si sono andati modificando, sfilacciandosi e rinsaldandosi, andando in crisi e rinnovandosi.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-31c0d0a e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"31c0d0a\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b777687 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"b777687\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-66fbc29 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"66fbc29\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1981, costituitasi la coppia Abbagnale, cominci\u00f2 uno dei pi\u00f9 fantastici cicli non solo nel canottaggio, ma in tutto lo sport italiano. Una specialit\u00e0, quella del Due con, che si diceva in via di estinzione, sub\u00ec invece, per merito dei fratelloni campani e del loro allenatore e zio Peppe La Mura, la pi\u00f9 consistente evoluzione tecnica della storia del canottaggio. <b>Giuseppe, Carmine e Peppiniello Di Capua<\/b> sono ininterrottamente saliti sul podio di Mondiali e Olimpiadi dal 1981 al 1994, anno in cui la Federazione internazionale cancell\u00f2, con l&#8217;acquiescenza della FIC, il Due con dalle competizioni olimpiche. In tutti quegli anni le pi\u00f9 agguerrite nazioni in questo sport hanno tentato, con i loro atleti pi\u00f9 forti, di allestire una barca che potesse competere con gli Abbagnale. Invano.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-901e546 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"901e546\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-480a16f elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"480a16f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"923\" height=\"692\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-1024x768.jpeg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1043\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-200x150.jpeg 200w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-160x120.jpeg 160w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fe6f4cd e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"fe6f4cd\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-af24a59 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"af24a59\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Gi\u00e0 nel 1977 vi erano state le prime avvisaglie di scontro che doveva finire in guerra aperta tra lo Stabia e la FIC, allorch\u00e9 <strong>il Due con<\/strong> di <strong>Giuseppe Abbagnale e Andrea Coppola, timoniere Giuseppe Di Capua<\/strong>, vinse a sorpresa i Campionati assoluti. L&#8217;incredulit\u00e0 dei federali fu tale che ci costrinsero a ripetere la gara. Ovviamente il risultato non cambi\u00f2. Nel 1978 sal\u00ec in barca, dietro Giuseppe Abbagnale, <strong>Gennaro Cavaliere<\/strong>: ancora Campioni italiani. Nel 1979, al secondo carrello, subentr\u00f2 <strong>Antonio Dell&#8217;Aquila<\/strong>: ancora Campioni italiani. Nel 1980, finalmente, il Due con fu selezionato per le Olimpiadi di Mosca. Purtroppo Dell&#8217;Aquila gareggi\u00f2 con due costole incrinate a causa di un incidente stradale e non entrammo in finale per pochi decimi, ma vincemmo la Finale B. Eravamo per\u00f2 solo i settimi del mondo. Avevamo fatto un salto di qualit\u00e0, ma non eravamo soddisfatti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b3dcf8b e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"b3dcf8b\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c69667b elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"c69667b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"923\" height=\"644\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-1024x715.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-2501\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-1024x715.jpg 1024w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-1536x1073.jpg 1536w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-2048x1431.jpg 2048w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20230601_083001-200x140.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2282ee0 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"2282ee0\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-308b22b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"308b22b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento comincia la sfida: <b>Giuseppe La Mura, &#8220;o&#8217; dottore&#8221;, contro il norvegese Nilsen<\/b>, che nel frattempo era stato nominato Commissario tecnico della Nazionale. Lo Stabia contro la FIC. Davide contro Golia. All&#8217;indomani delle Olimpiadi del 1980, La Mura scelse come compagno di barca di Giuseppe il fratello Carmine. Ma Nilsen, che aveva classificato Carmine, al suo primo anno senior, atleta di categoria B, si dichiar\u00f2 contrario a questa formazione, predicando che solo atleti di due metri di altezza e cento chili di peso potevano primeggiare in una imbarcazione pesante e lenta come il Due con. Da quel momento in poi il &#8220;gruppo Stabia&#8221; identific\u00f2 come il nemico, &#8220;<em>lo straniero<\/em>&#8220;, che freddamente presumeva di valutare gli atleti solo dai test al remoergometro e di laboratorio. Con la spavalderia degli incoscienti dichiarammo &#8220;<em>guerra<\/em>&#8221; alla Federazione e al suo tecnico straniero. Nelle mani del dottore il lento Due con divenne una barca veloce, filante e, ovviamente, vincente.<\/p><h3 style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/h3><p style=\"text-align: justify;\">Alla ripresa degli allenamenti, a ottobre 1988, dopo la vittoria olimpica, fu Carmine a decidere di ritirarsi. Carmine, il taciturno, spiegava che non riusciva pi\u00f9 a conciliare lo sport con il lavoro, una scusa di comodo. La verit\u00e0 \u00e8 che si era stancato di litigare col fratello. Ancora una volta il gruppo si ricompose grazie ai buoni uffici dei dirigenti del Club che per giorni interi mediarono, consigliando, blandendo, rimproverando, riconoscendo i meriti e minimizzando i demeriti. Le regate di Lucerna 1989 dimostrarono che era stata fatta una buona preparazione invernale ma, soprattutto, esaltarono la bont\u00e0 della scuola stabiese.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ritengo necessario, per la completezza della storia, ricordare le terribili condizioni ambientali in cui nacque e si fortific\u00f2 questo gruppo. Il terremoto del 1980 aveva reso inagibile l&#8217;hangar, per cui le barche erano su impalcature improvvisate nel giardino e nel campo da tennis. Il Circolo ospitava tre famiglie di terremotati e due classi di scuola elementare. Mancavano spogliatoi e docce. Eravamo ospiti del Circolo Velico. Il presidente venne condannato a 7 giorni di prigione per abuso edilizio: voleva soltanto ripristinare il vecchio capannone.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ma all&#8217;indomani delle vittorie mondiali e olimpiche le autorit\u00e0 cittadine, provinciali e regionali si strinsero intorno a noi. In particolare il Sindaco De Stefano, il Sindaco D&#8217;Orsi e, successivamente, il Sindaco Polito si prodigarono per sostenere in ogni modo l&#8217;attivit\u00e0 sportiva del CNS. Ottenemmo in poco tempo la licenza edilizia per ricostruire l&#8217;hangar e la palestra. Il CONI ci concesse i fondi per rifare le strutture che il terremoto aveva distrutto.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La Regione Campania stanzi\u00f2 i fondi per il &#8220;<em>Palazzetto degli Sport del mare<\/em>&#8221; che doveva ospitare, oltre a un pi\u00f9 ampio deposito barche, anche e soprattutto una struttura di Alta specializzazione. Avevamo le competenze e gli uomini per creare un Centro d&#8217;avanguardia di Medicina dello sport. Purtroppo questa struttura, che poteva essere il fiore all&#8217;occhiello di Castellammare, \u00e8 svanita nel nulla.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">I Sindaci, da allora succedutisi, compreso l&#8217;attuale Sindaco Vozza, hanno sempre sostenuto la meritoria attivit\u00e0 sportiva del Circolo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ho parlato finora esclusivamente del Due con. Mi sono lasciato il finale di questa storia per raccontarvi <strong>Ciccio Esposito<\/strong>. Ragazzo taciturno, dalla volont\u00e0 ferrea, aveva dovuto combattere duramente per farsi accettare nel club dei canottieri. Dopo anni e anni di duri allenamenti era diventato tra i pi\u00f9 forti &#8220;pesi leggeri&#8221; del mondo. Assieme a Verroca, poi a Gandola e infine a Crispi, ha vinto <b>otto, dico otto, titoli mondiali<\/b> nel Doppio pesi leggeri. La sua partecipazione alle Olimpiadi 1984 fu un evento eccezionale, sbaragliando assieme a Verroca tutti i doppi italiani. Furono selezionati per le Olimpiadi e per pochi secondi non salirono sul podio. La storia degli Abbagnale \u00e8 strettamente legata a quella di Ciccio. Ogni mattina gli allenamenti diventavano una sfida continua: gli Abbagnale e Ciccio si alternavano a fare gli &#8220;<em>sparring partner<\/em>&#8221; e la &#8220;<em>lepre<\/em>&#8221; l&#8217;uno degli altri. Nessuno voleva perdere una &#8220;tirata&#8221;, tutti volevano far registrare il miglior tempo. E spesso Ciccio vinceva. Purtroppo all&#8217;epoca i &#8220;pesi leggeri&#8221; non erano una specialit\u00e0 olimpica e le vittorie mondiali non gli hanno decretato quel successo mediatico che le sue imprese avrebbero meritato.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4b3b6b6 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"4b3b6b6\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8931df6 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"8931df6\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b5c4020 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b5c4020\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>clan degli Abbagnale<\/em> si arricchisce, in quegli anni, del fratello minore, <b>Agostino<\/b>, che ha vinto, oltre a un&#8217;infinit\u00e0 di gare nazionali, internazionali e mondiali, <b>tre Olimpiadi<\/b>: due in Quattro di Coppia e una in Doppio. Il nome degli Abbagnale si impone ancora oggi: <b>Vincenzo Abbagnale<\/b>, figlio di Giuseppe, ha sbaragliato il campo nel 2009, vincendo a 16 anni il Campionato &#8220;ragazzi&#8221; in Due senza e in Otto con, e un mese dopo vincendo il Campionato &#8220;juniores&#8221;, categoria superiore, in Quattro con e in Otto con. In questi ultimi campionati lo Stabia schierava ben due Otto con, vincendo l&#8217;oro con uno e il bronzo con l&#8217;altro. Alla premiazione era una marea di maglie giallobl\u00f9.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9416f5a e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"9416f5a\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-007dd23 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"007dd23\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"923\" height=\"589\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-1024x653.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-2505\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-1024x653.jpg 1024w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-768x490.jpg 768w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-1536x979.jpg 1536w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-2048x1306.jpg 2048w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20220615_075812-200x128.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1ca9ea0 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"1ca9ea0\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0ab0ddc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0ab0ddc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Risultato: al <strong>Mondiale di Monaco 1981<\/strong> vittoria a sorpresa del Due con dei &#8220;<strong>fratelloni d&#8217;Italia<\/strong>&#8221; e Peppiniello, come allora li identific\u00f2 il cronista e commentatore sportivo <b>Gian Piero Galeazzi<\/b>. Ricordo la corsa che io, Geppino Cesarano e Gimmo Cuomo facemmo sul greto del bacino urlando come ossessi: &#8220;vai Peppe, non mollare Carmine!&#8221; e all&#8217;arrivo ci abbracciammo e piangemmo. <strong>Lo Stabia era sul tetto remiero del mondo<\/strong>. Mi corre l&#8217;obbligo qui di ringraziare Gian Piero Galeazzi che con le sue telecronache ha esaltato le vittorie degli Abbagnale, magnificando il gesto tecnico, scandendo il numero dei colpi in acqua con la voce spezzata dall&#8217;emozione man mano che la prua del Due con si avvicinava, davanti a tutti, al traguardo. L&#8217;anno successivo, ancora una volta il &#8220;<em>norvegese<\/em>&#8221; Nilsen, sminuendo in una sua relazione la vittoria di Monaco, diede la carica a tutti noi. Il gruppo si chiuse a riccio contro &#8220;<em>lo straniero<\/em>&#8220;. Gli allenamenti, durissimi quell&#8217;anno, affinando nel contempo la tecnica di voga, furono sopportati digrignando i denti che si venivano affilando per sbranare il nemico: i federali. Ai mondiali di Lucerna 1982 i fortissimi tedeschi della Germania dell&#8217;Est, nazione all&#8217;epoca all&#8217;avanguardia del canottaggio mondiale e che ogni anno faceva man bassa di titoli, dovettero inchinarsi alla supremazia degli Abbagnale e Di Capua. Ricordo quella vittoria per un episodio commovente. Durante la premiazione fui stritolato dagli abbracci di un folto gruppo di napoletani residenti in Svizzera che, piangendo, mi ringraziavano per aver dato loro la possibilit\u00e0 di vantarsi di essere meridionali e sfatare cos\u00ec i tanti e troppi luoghi comuni che dovevano ingoiare quotidianamente.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a9774aa e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"a9774aa\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3dfbaa3 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"3dfbaa3\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ceefe2f elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"ceefe2f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"923\" height=\"739\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-1024x820.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-2340\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-1024x820.jpg 1024w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-768x615.jpg 768w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-1536x1230.jpg 1536w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-2048x1640.jpg 2048w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_20250926_170929-200x160.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5ebf209 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"5ebf209\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-767154d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"767154d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"923\" height=\"692\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-1024x768.jpeg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1043\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-200x150.jpeg 200w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42-160x120.jpeg 160w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/WhatsApp-Image-2025-09-11-at-17.41.42.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3936ae1 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"3936ae1\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-175cdbc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"175cdbc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Il 1983 fu un anno di crisi. La crescente personalit\u00e0 di Giuseppe Abbagnale tendeva a mettere in discussione la &#8220;leadership&#8221; del dottore. I dirigenti dello Stabia, pur mediando, furono sempre dalla parte dell&#8217;allenatore, perch\u00e9 riconoscevano il suo insostituibile ruolo. Urla, improperi, lanci di megafoni e contacolpi fecero da corollario agli allenamenti dell&#8217;inverno 1983. Si arriv\u00f2 al Mondiale 1983 con un gruppo in piena crisi, in cui malauguratamente il &#8220;<em>norvegese<\/em>&#8221; si alle\u00f2 con Peppe contro &#8220;o&#8217; dottore&#8221;. Il terzo posto di quel mondiale, anche se in parte imputabile all&#8217;irregolarit\u00e0 del campo di gara e al vento, lasci\u00f2 tutti con l&#8217;amaro in bocca.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Il 1984, l&#8217;anno delle Olimpiadi, cominciava nel peggiore dei modi. La Mura dava le dimissioni da allenatore. Gli atleti, sbandati, senza la loro guida si &#8220;allenicchiavano&#8221; accusandosi reciprocamente dell&#8217;insuccesso. Ancora una volta l&#8217;appassionata mediazione dei dirigenti dello Stabia, riuscendo a non pubblicizzare la crisi e minimizzando i contrasti, riusc\u00ec a ricompattare il gruppo facendo leva sull&#8217;affetto profondo che i quattro uomini nutrivano l&#8217;un per l&#8217;altro, sull&#8217;amore per questo sport, sul desiderio di rivincita, sull&#8217;aspirazione a una vittoria olimpica. Il dottore riprese saldamente in mano le redini del gruppo che accett\u00f2 le sue regole, i programmi e le metodiche di allenamento. Le Olimpiadi di Los Angeles 1984 e il Mondiale 1985 furono vinti a mani basse.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nel 1986 la pesante sconfitta nella gara premondiale di Lucerna da parte del due con di Holmes e Redgrave demoralizz\u00f2 Peppe. Si era convinto che in poco pi\u00f9 di un mese non sarebbe riuscito a colmare i molti secondi inflittagli dai due inglesi e a nulla valsero i tentativi di convincerlo del contrario. Aveva perso fiducia in se stesso, nel fratello, nel timoniere, nell&#8217;allenatore. Ai mondiali di Nottingham 1986 infatti manc\u00f2 di determinazione e perse l&#8217;oro per una punta. Ma ancora una volta la bruciante sconfitta rese possibile la riconciliazione del gruppo che mortific\u00f2 tutti gli avversari nel Mondiale 1987 e nelle olimpiadi 1988. Ricordo che a Castellammare si facevano caroselli inneggiando agli Abbagnale, a Peppiniello, a Esposito, al dottore, al Circolo Nautico Stabia.<\/p><h3 style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/h3><p style=\"text-align: justify;\">Il racconto si ferma alla vigilia dei mondiali di Bled 1989, allorch\u00e9, dopo dodici anni, passai il testimone a un altro presidente. Quella decisione fu molto sofferta, ma mi ero reso conto che il braccio di ferro che avevo ingaggiato con la FIC, a lungo andare, avrebbe messo in difficolt\u00e0 il Circolo. Ci voleva un presidente pi\u00f9 pragmatico, meno partigiano, pi\u00f9 diplomatico, mentre il sottoscritto, in tutti quegli anni, aveva brandito il vessillo giallobl\u00f9 a mo&#8217; di lancia, caricando a testa bassa tutti quelli che si frapponevano alle nostre aspirazioni.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Ma voglio ricordare, in conclusione, che lo Stabia non \u00e8 stato soltanto fucina di campioni, ma anche di decine di tecnici che hanno ricalcato le metodologie di La Mura.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><b>Andrea Coppola<\/b> \u00e8 stato per decenni l&#8217;allenatore del Posillipo e per due anni Tecnico della nazionale. <b>Antonio La Padula<\/b> \u00e8 stato ed \u00e8 nostro allenatore dopo La Mura. Coppola e La Padula sono stati per anni Responsabili tecnici delle Squadre nazionali e pi\u00f9 volte nominati migliori allenatori italiani.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Sulla scia di La Mura si sono messi in luce <b>Antonio Venditti,<\/b> come Team manager della Nazionale Italiana di Canottaggio e Direttore amministrativo del Centro Nazionale di Piediluco; <b>Agostino Abbagnale, Carmine Abbagnale, Ciccio Esposito, Gennaro Cavaliere, Maurizio Zingone<\/b>, tutti allenatori di squadre nazionali e di club.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><b>Bruno Zingone<\/b> \u00e8 uno dei pi\u00f9 apprezzati arbitri di canottaggio italiani. <b>Massimo Paradiso<\/b> \u00e8 stato vicepresidente del Comitato regionale campano. <b>Giuseppe Abbagnale<\/b> \u00e8 stato per quattro anni vicepresidente della FIC e solo per sua scelta non ne \u00e8 diventato il Presidente.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Va dato merito all&#8217;attuale presidente Tonino\u00a0<b>Cascone<\/b>, che da circa 18 anni guida il CNS, di aver saputo contemperare le attivit\u00e0 sociali e quelle sportive. L&#8217;intuito vincente \u00e8 stato quello di delegare Peppe Abbagnale al settore canottaggio. E Peppe ha dimostrato di essere anche un infaticabile dirigente, alla ricerca costante di sponsor: in questi anni centinaia di migliaia di euro di sponsorizzazioni, tutte finalizzate allo sport, hanno reso possibile l&#8217;annuale abbigliamento sportivo per tutti gli atleti, il rinnovamento del parco barche, dei remoergometri e ultimamente anche l&#8217;acquisto di un meraviglioso pulmino.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Lo Stabia \u00e8 stato, \u00e8 e sar\u00e0 un faro luminoso nel campo remiero italiano e spero che possa rimanere acceso a lungo. Oggi, come sapete, siamo qui per onorare gli atleti artefici di quella epopea e i successi del &#8220;dottore&#8221;, quale direttore tecnico della nazionale di canottaggio dal 1993 al 2004, quando fu costretto a dimettersi dall&#8217;incarico.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Nessun allenatore al mondo pu\u00f2 vantare tale impressionante mole di risultati: gli equipaggi da lui assemblati e allenati hanno conquistato <b>due ori, due argenti e quattro bronzi Olimpici; 29 ori, 19 argenti e 20 bronzi Mondiali<\/b> nelle varie specialit\u00e0, senza contare i Mondiali juniores e quelli Under 23.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La FISA, il massimo organo del canottaggio mondiale, ha nominato <b>Peppe La Mura, &#8220;o&#8217; dottore&#8221;, il miglior tecnico mondiale per l&#8217;anno 2003<\/b>.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Vincere \u00e8 poca cosa se non si \u00e8 dentro primi&#8230; punta il cielo e&#8230; vola!<\/em>&#8221; canta il poeta. E Peppe La Mura e tutti gli atleti del CNS hanno volato e ci hanno fatto volare pi\u00f9 in alto di tutti. Grazie per averci fatto vivere inenarrabili momenti di gioia e felicit\u00e0.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7af54c3 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"7af54c3\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4627e13 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"4627e13\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-424c2b4 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"424c2b4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: right;\">Pasquale Gaeta, Antonio Venditti e Giuseppe La Mura<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-50aaf2e e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"50aaf2e\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0632902 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"0632902\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"610\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/FB_IMG_1653285669176.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-2328\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/FB_IMG_1653285669176.jpg 610w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/FB_IMG_1653285669176-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.circolonauticostabia.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/FB_IMG_1653285669176-200x157.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pasquale Gaeta La nascita del Canottaggio Moderno INDICE Premessa &#8211; Antonio Venditti La Relazione al Rotary &#8211; Il Canottaggio Stabiese: Riflessioni La Relazione al Rotary &#8211; L&#8217;epopea del due con Premessa Pasquale Gaeta, illuminato professore di inglese, in dodici anni (1978-1989) alla direzione del Circolo Nautico Stabia, pose le basi che hanno rivoluzionato il canottaggio campano e nazionale. Per ricordarlo, visto che anche in recenti manifestazioni si \u00e8 glissato, consapevolmente o inconsapevolmente, sul suo ruolo determinante, ho ritenuto corretto rendere note le sue riflessioni, espresse pochi mesi prima di lasciarci, in una articolata e\u00a0documentata relazione presentata alla cerimonia del Rotary, tenutosi il 12 marzo 2010, presso l&#8217;Hotel Stabia a Castellammare di Stabia.\u00a0 In quella occasione\u00a0 venne conferito il riconoscimento di &#8220;Stabiese illustre&#8221; a lui principalmente, all&#8217;incommensurabile\u00a0 Giuseppe La Mura e al sottoscritto. Oltre alle sue riflessioni, aggiornate al 2010, c&#8217;\u00e8 il vissuto in prima persona delle imprese di quegli anni gloriosi espresso con la grinta e la passione che lo distingueva. Grazie Pasquale. Antonio Venditti La Relazione al Rotary: IL CANOTTAGGIO STABIESE: RIFLESSIONI&nbsp; Riflessioni sul Canottaggio Stabiese Questa sera parliamo di canottaggio. Perch\u00e9? E perch\u00e9 proprio ora? A mesi di distanza dai deludenti risultati dei Mondiali e degli Europei del 2009, gli appassionati di questo sport si chiedono cosa stia succedendo al canottaggio italiano. Si \u00e8 tentati di fare una critica feroce alla strategia degli organi federali, ma non siamo qui per fare polemica. L&#8217;intento \u00e8 mettere in evidenza alcuni aspetti della nostra esperienza in questo campo. Possiamo far iniziare questa storia dal 1976, con l&#8217;arrivo di Giuseppe La Mura come allenatore del Circolo Nautico Stabia. Per noi era ed \u00e8 o&#8217; dottore. La sua forte personalit\u00e0 amalgama vecchi e nuovi atleti, trasformandoli in una &#8220;squadra&#8221;. Castellammare \u00e8 una citt\u00e0 marinara e il naturale bacino di allenamento per il canottaggio \u00e8 il mare. Tuttavia, in mare ci si allena con le &#8220;yole da mare&#8221; e non con gli &#8220;outriggers&#8221; (fuoriscalmi). Per questo, lo Stabia sembra tagliato fuori dalle competizioni nazionali e internazionali, che si svolgono in bacini chiusi e con i fuoriscalmi. Bisogna accettare passivamente questo stato di cose? La domanda che si pone La Mura \u00e8 al tempo stesso una scommessa: &#8220;Quando \u00e8 che il mare \u00e8 calmo e ci si pu\u00f2 scendere in acqua senza affondare?&#8221;. La risposta: alle cinque del mattino! Chi non conosce &#8220;o&#8217; dottore&#8221; avrebbe pensato e detto subito: &#8220;Chist&#8217; \u00e8 pazzo&#8221;. Quale atleta avrebbe accettato di fare una levataccia alle quattro e mezza del mattino per allenarsi? Ma il capo indiscusso ha parlato e la squadra esegue. Anche gli allievi, di 10-12 anni, che iniziano per gioco, man mano che respirano l&#8217;atmosfera che aleggia negli spogliatoi, chiedono ai loro allenatori: &#8220;Ma quando veniamo anche noi al mattino?&#8221;. Ecco la svolta del canottaggio stabiese: \u00e8 nata una mentalit\u00e0. Ma il risvolto importante per la crescita civile e morale di questi giovani \u00e8 anche un altro. Alle cinque del mattino, la banchina Marinella pullula di pescatori che riparano le reti, addugliano le lenze, sgottano i gozzi; si preparano a una giornata dura e faticosa. Gente per lo pi\u00f9 anziana, avvezza al sacrificio, dura, di poche parole, che guarda con diffidenza questi ragazzi. Con la loro vivacit\u00e0 e allegria, i ragazzi portano un soffio di giovinezza nel loro mondo. Man mano si rendono conto che questi giovani hanno nel loro DNA la propensione al sacrificio, la voglia di emergere, di diventare qualcuno, e allora li &#8220;adottano&#8221;, li coccolano, si precipitano a salvarli quando in alto mare sono in difficolt\u00e0. Ma soprattutto spargono la voce: &#8220;I canottieri si allenano alle cinque del mattino. Sono dei &#8216;tosti&#8217;&#8221;. E piano piano la citt\u00e0 conosce questa realt\u00e0 che \u00e8 il Circolo Nautico Stabia, che ha una scuola di canottaggio &#8220;seria&#8221; che peraltro \u00e8 gratis. Il canottaggio, che era considerato lo sport dei figli di pap\u00e0, snob per antonomasia, si apre alla societ\u00e0 intera. Il canottaggio stabiese diventa lo sport di chi vuole emergere, perch\u00e9 allo Stabia ci si deve impegnare, si devono fare sacrifici se si vogliono raggiungere risultati importanti. Questa \u00e8 la mentalit\u00e0 vincente nello sport ma soprattutto nella vita. Ed eccoci al 1977. Il C.N. Stabia \u00e8 in crisi; gli atleti e i tecnici, con una lettera aperta alla citt\u00e0, denunciano il disinteresse dei dirigenti del club per lo sport, disattendendo lo statuto sociale. Il Consiglio Direttivo, con senso di responsabilit\u00e0, si dimette. Allora due uomini, due Giuseppe, La Mura e Cesarano, individuano nel sottoscritto, ex canottiere senza palmar\u00e8s, l&#8217;uomo che pu\u00f2 guidare lo Stabia fuori dal pantano del canottaggio italiano. Il Circo del canottaggio degli anni &#8217;70 e &#8217;80 non potr\u00e0 dimenticare la figura dell&#8217;avvocato Cesarano. Onnipresente su tutti i campi di gara, con la stazza da canottiere, la battuta pronta e la risposta mordace, era il simbolo e il portavoce dello Stabia. Purtroppo, Giuseppe Cesarano, da tutti conosciuto come &#8220;Geppino&#8221;, a soli 43 anni fu chiamato a organizzare il tifo dei &#8220;Puri di Spirito&#8221; per lo Stabia e i suoi atleti. Il nuovo Consiglio opera una svolta a trecentosessanta gradi. Tutte le energie si indirizzano, prevalentemente, a far uscire il canottaggio stabiese dalla palude della provincialit\u00e0 in cui \u00e8 relegato. Ma le risorse sono insufficienti. Mancano le attrezzature, le barche sono superate e non pi\u00f9 competitive, le trasferte per far gareggiare i nostri atleti in bacini lontani sono troppo costose per i magri bilanci del Club. Si forma allora un &#8220;pool&#8221; che esamina i vari aspetti del problema, identifica le persone che devono impegnarsi a risolverli, stabilisce che non ci si deve fermare alle prime difficolt\u00e0 ma, con pervicacia, trovare il modo di superarle. Pasquale Gaeta, Peppe La Mura, Antonio Venditti, a cui si aggrega in seguito il cardiologo Vincenzo Cavallaro, formano una squadra che per dodici anni combatte senza sosta, senza paura e senza risparmio di energia per raggiungere quei traguardi che ai pi\u00f9 appaiono velleitari e distanti anni luce. 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